News

Riforma EASA: 1a lettura del Parlamento Europeo

Lo scorso martedì 12 giugno il Parlamento europeo ha adottato in prima lettura la riforma EASA, proposta dalla Commissione europea attraverso la COM 613 nel dicembre 2015. Dopo quella “comunicazione“, questa è la seconda pietra miliare ufficiale nella procedura legislativa. La prossima sarà la “posizione” adottata dal Consiglio dei Ministri. Poiché già lo scorso dicembre 2017 il Consiglio, il Parlamento e la Commissione avevano raggiunto un “accordo politico” informale, è possibile che la posizione del Consiglio sia identica al testo adottato dal Parlamento, pertanto l’atto potrebbe entrare in vigore entro la fine di quest’anno.

Nel testo della prima lettura ci sono alcuni punti interessanti da evidenziare:

1. Assistenza a terra ora di competenza EASA;
2. Certificato separato per “aerodromo” e per “operatore aeroportuale”;
3. Abrogazione del regolamento UE 552/2004, ora sostituito da norme più complete sull’omologazione dei sistemi ATM/ANS e delle attrezzature aeroportuali connesse alla sicurezza;
4. Base giuridica per le tre “categorie” di operazioni degli UAS stabilite all’articolo 55 e seguenti;
5. Disposizioni molto più rigorose sulla sorveglianza della sicurezza regionale (articoli 62 e seguenti) che potrebbero forse essere un riferimento per altre parti del mondo; e
6. Nell’articolo 69, ruolo rafforzato delle Entità Qualificate:

a. Atti delegati e di esecuzione a venire (la QE dovrebbe essere eventualmente contrattualizzata dal richiedente);

b. Privilegi previsti;

c. Riconoscimento reciproco delle QE in tutta l’Unione.

Tutte queste innovazioni rappresentano una piccola vittoria per EuroUSC Italia, che ha già adottato molti di questi punti (in particolare 1, 2 e 4) nello sviluppo del regolamento per i droni e gli aerodromi effettuato per conto della CAA del Qatar, e i nostri prossimi corsi terranno ovviamente conto delle decisioni prese dal Parlamento Europeo. EuroUSC Italia, inoltre, si batte da anni per il riconoscimento e l’estensione del ruolo delle Entità Qualificate in Italia e in tutta Europa e speriamo che l’art. 69 sia solo il primo passo di una lunga strada verso questa direzione.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *